studio fotografico Nola Immagini di Andrea Raiola


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Nola

L'Azienda

Nola, cenni di storia


La fondazione di Nola, città di origine ausone, risale a prima di Roma. Importantissima durante l'impero romano(tanto da ottenere la dignità senatoriale: S.P.Q.N.), è sede della prima banca istituita in Europa. Pur essendo così antica non è citata da Virgilio nei versi delle Georgiche. Sembra infatti che il grande poeta latino fosse rimasto risentito dal fatto di non aver ricevuto dai magistrati Nolani il permesso di far deviare le acque di un ruscello nelle terre del poeta, avendo egli una villula e un campicello in quella città. Infatti nei versi parla di Capua,di Avella, Acerra, ma tace di Nola. Il primo imperatore romano Ottaviano Augusto morì secondo la tradizione "apud Nolam" la di cui famiglia si dice essere di origini nolane. Fù feudo dei Monfort e Contea con gli Orsini. Città dalla tradizione forense, sede di tribunale, è una delle due sedi didattiche del corso di laurea in dell'Università degli studi di Napoli "Parthenope" (ex istituto universitario Navale), afferente alla facoltà di Giurisprudenza. Comprende anche la località Castelcicala, terra natìa del filosofo Giordano Bruno. Tra i suoi figli illustri si annovera anche Ambrogio Leone autore del libro "De Nola Patria" da cui è tratta la pianta in calce, opera del Mocenico dietro sue direttive. A Nola ha sede la diocesi omonima, una delle maggiori della Campania. La tradizione vuole che San Felice da Nola ne sia stato il primo vescovo. Sempre a Nola, nel 1820, i capitani dell'esercito borbonico Morelli e Silvati diedero inizio ai moti risorgimentali, con l'aiuto dell'abate Luigi Minichini. Nolani illustri furono anche il deputato e ministro dell'istruzione del Regno d'Italia nonché sindaco della città Tommaso Vitale. È passato alla storia anche Umberto Tramma, vescovo emerito di Nola, morto il 1 novembre 2000 mentre si preparava alla Santa Messa celebrata da sua santità Giovanni Paolo II nella basilica di San Pietro in occasione del 50° anniversario della proclamazione del dogma dell'Assunzione, e che è stato sepolto nella chiesa cattedrale di Nola come da suo desiderio.

La Festa dei Gigli

Si tiene ogni anno a Nola, per celebrare il ritorno in città del Vescovo Meropio Paolino (353 - 431 d.C.) dalla prigionia ad opera dei barbari. La leggenda vuole che il popolo nolano accogliesse il suo Vescovo con dei fiori, dei gigli appunto, raccolti nelle campagne e che, alla testa dei gonfaloni delle antiche corporazioni di mestieri, lo scortasse dalle rive di Oplonti (l'attuale Torre Annunziata) fino alla sede Vescovile. In memoria di quell'avvenimento, i Nolani hanno tributato nei secoli la loro devozione a San Paolino, portando in processione ceri e fiori prima su strutture rudimentali, poi su apposite costruzioni denominate cataletti e infine su torri piramidali, che nel XIX secolo hanno assunto l'attuale altezza di 25 metri con base cubica di tre metri di lato per un peso complessivo di oltre venti quintali, ricoperte di tradizionali decorazioni in cartapesta, secondo temi religiosi, storici o d'attualità.
Tali costruzioni, denominate per l'appunto Gigli, complesse opere architettoniche realizzate dagli artigiani locali, vengono portate in processione al ritmo di canzoni e musiche composte ogni anno appositamente per la festa, oltre a rivisitazioni di brani appartenenti alla tradizione musicale napoletana ed italiana. Gruppi di oltre 100 uomini, che assumono il nome di paranza, sollevano a spalla i Gigli attraverso appositi supporti di legno denominati "varre" e "varrielli" fissati alla base della struttura. Con gli 8 Gigli (nell'ordine: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto, in ricordo delle antiche corporazioni dei mestieri), attraversa la città una Barca che simboleggia il ritorno in patria del Santo.
Tradizionalmente la Festa dei Gigli si celebra il 22 di giugno, o la domenica successiva se il giorno in cui cade la ricorrenza di San Paolino è infrasettimanale. La manifestazione copre l'intero arco dell'anno famoso è il detto popolare :" 'a festa tanto nasce quanto more " ( La festa nasce quando muore) in quanto nel mente stà arrivando a conclusione la festa dell'anno in corso si assegano i gigli per l'anno successivo. Nel corso della mattinata i Gigli vengono trasportati nella piazza principale di Nola, dove avviene la solenne benedizione degli obelischi. Nel pomeriggio le costruzioni percorrono le strade del centro storico cittadino, secondo un percorso rituale stabilizzatosi nel tempo, dove le paranze ( termine con cui vengono definiti i gruppi di portatori ) affrontano spettacolari "prove" di abilità e di forza in particolari punti del percorso.

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